SLA, un passo avanti per la diagnosi precoce della malattia

BUONE NOTIZIE arrivano da uno studio scientifico coordinato dal prof. Adriano Chiò, Direttore della Neurologia 1 universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino – ospedale Molinette, e dal prof. Andrea Calvo, neurologo della medesima struttura, in collaborazione con il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti.

I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Medicine e hanno individuato nel sangue un insieme di proteine che potrebbe rappresentare un biomarcatore affidabile per identificare la SLA nelle sue fasi iniziali.

Un dato importante emerso dallo studio riguarda la possibilità di rilevare segnali della malattia anche diversi anni prima della comparsa dei sintomi clinici. Analizzando campioni di sangue prelevati da persone che, in seguito, avrebbero sviluppato la SLA, i ricercatori hanno osservato alterazioni proteiche indicative di un processo patologico già in corso anche se in fase molto iniziale.

Questo rappresenta un passo avanti molto importante soprattutto per le diagnosi più precoci permettendo di intervenire il prima possibile.

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