COMUNICATO STAMPA – SLA, dai muscoli risposte sulla diagnosi precoce della malattia

Una ricerca dell’Università di Padova evidenzia il ruolo dei muscoli fin dalle prime fasi della SLA

Padova, 24/01/2026 – E’ frutto di uno studio avviato dall’Università di Padova grazie alla borsa di ricerca finanziata dall’Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica (ASLA) – Sezione di Pordenone il nuovo, importante risultato nella ricerca sulla SLA.

Il lavoro, iniziato un anno fa dal dott. Edoardo Girotto, impegnato in un progetto scientifico dedicato alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA, ) ha consolidato le attività sperimentali e di

analisi con l’obiettivo di caratterizzare, nel muscolo, le alterazioni di due proteine di grande rilievo nei meccanismi neurodegenerativi: TDP-43 (nota per la formazione di aggregati tossici tipici della SLA) e p-Tau (recentemente associata al processo patologico della malattia).

La SLA è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla perdita dei motoneuroni e da una progressiva debolezza e atrofia muscolare. In questo contesto, individuare biomarcatori sensibili e affidabili è cruciale per accelerare una diagnosi che spesso arriva in ritardo e per migliorare la personalizzazione delle cure.

Il progetto del dott. Girotto si inserisce in una linea di ricerca di particolare attualità. Studi recenti infatti indicano che il muscolo scheletrico non è solo “bersaglio” della perdita dei motoneuroni, ma può essere coinvolto fin dalle prime fasi dei processi patologici. Per questo, il muscolo potrebbe diventare una sorgente di biomarcatori utile a diagnosi precoce e conseguente presa in carico dei pazienti.

Il lavoro prevede inoltre l’esplorazione della relazione tra questi marker biologici e i dati clinici, per individuare caratteristiche specifiche e potenzialmente utili alla stratificazione e al monitoraggio della malattia.

La forza di questo progetto non è solo il tema, ma anche la preziosa disponibilità di campioni di muscolo scheletrico provenienti da oltre 600 pazienti affetti da SLA e conservati nella Biobanca del Centro Neuromuscolare dell’Azienda Ospedale Università di Padova”, aggiunge il Prof. Gianni Sorarù, tutor del Dottorando e responsabile del progetto di ricerca. “Nel caso della ricerca in questione, il ricercatore ha analizzato sede e quantità degli accumuli delle proteine TDP-43 e p- Tau nelle cellule muscolari, mettendo questi dati in relazione alle caratteristiche cliniche e genetiche dei pazienti. Il supporto delle associazioni è spesso ciò che rende possibile avviare linee innovative e offrire spazio a giovani brillanti.”

Come sottolinea il prof. Dario Gregori, Coordinatore del Dottorato, “il finanziamento alla ricerca indipendente, in particolare attraverso borse dedicate a giovani ricercatori e ricercatrici, rappresenta un moltiplicatore di valore: accelera progetti ad alto potenziale che faticano a trovare risorse nella fase iniziale; rafforza la formazione di competenze avanzate e la continuità delle carriere scientifiche; crea ponti tra comunità scientifica, pazienti e territorio, rendendo la ricerca più vicina ai bisogni reali; aumenta l’impatto delle reti collaborative, promuovendo un circolo virtuoso di conoscenza e innovazione”.

Il costo sostenuto da ASLA Pordenone per la ricerca in questione è di 71.250 euro.

“Abbiamo deciso di destinare una parte significativa delle donazioni ricevute nel corso delle iniziative che organizziamo, dagli eventi sportivi agli incontri informativi, al sostegno di un progetto di ricerca dedicato alla SLA. Siamo convinti che investire nella ricerca rappresenti un passo concreto verso nuove prospettive di cura” dichiara Michele Roveredo referente della Sezione ASLA di Pordenone, molto attivo anche sui social con la pagina Facebook “Una corsa contro la SLA”.

La ricerca è fondamentale perché rappresenta una fonte concreta di speranza per i malati di SLA e per le loro famiglie, ed è per loro che come Associazione operiamo quotidianamente in maniera trasparente”, dichiara la dott.ssa Paola Businaro, Presidente ASLA.

ASLA, da 20 anni dalla parte dei pazienti e dei loro familiari

ASLA è un’associazione di promozione sociale nata nel 2006 per supportare le persone con SLA e i loro familiari nel Nord-Est d’Italia. La sua missione è tutelare la dignità, la qualità di vita e facilitare l’accesso alle cure e ai servizi socio-sanitari.

ASLA è dedicata alla memoria di Silvio Bastianello, già calciatore del Padova morto nel 2002 a causa della SLA. Dopo la sua scomparsa, la moglie, Daniela Fasolo, ha deciso di schierarsi in prima persona per garantire sostegno ai pazienti e ai loro familiari, co-fondando ASLA che in 20 anni di attività ha istituito un numero telefonico di supporto e orientamento (3517589202) e gruppi di auto- mutuo aiuto; garantisce sostegno e supporto psicologico per i pazienti e i loro familiari e terapie a domicilio; finanzia e supporta l’attività di ricerca presso l’Ambulatorio per le Malattie Neuromuscolari dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Inoltre ASLA organizza corsi di formazione per operatori sanitari e socio-assistenziali.

Ufficio stampa Associazione ASLA – Dorotea Rosso – 335 7488231

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